Attingere dalla Natura

Nello stupendo giardino di esseri viventi in cui l’uomo comparve
per ultimo, egli rivolse subito la sua attenzione ai vegetali,
non solo per ricavarne alimenti, ma soprattutto per mantenere
o recuperare la salute. Da allora la fitoterapia è un valido
e serio strumento di prevenzione per salvaguardare l’agognato
benessere.

Lo studio e l’interesse per le piante medicinali è vecchio
quanto l’uomo. Documenti antichi, risalenti a due – tremila
anni e oltre prima di Cristo, ci tramandano notizie di piante
usate a scopo medicamentoso dai cinesi, dai popoli dell’India,
dagli antichi Egizi; mentre la Bibbia, le opere di
Omero e di Erodoto contengono alcune, anche se brevi, notizie
sull’uso medicinale di diverse piante. La civiltà greca e
quella romana ci offrono nomi illustri come Ippocrate, Teofrasto,
Plinio, Dioscoride, Galeno, autori di opere rimaste nei secoli
famose, fra cui alcune sono veri e propri trattati sulle piante
medicinali e i loro usi, ad esempio il De Materia Medica
di Dioscoride o l’Historia naturalis di Plinio.

Man mano che l’uomo, nel corso dei secoli, veniva scoprendo
e acquisiva le più elementari nozioni sulle proprietà terapeutiche
delle piante, si è adoperato per trovare forme di assunzione,
da un lato sempre più efficaci, dall’altro sempre più pratiche.
E così è nata e si è sviluppata una scienza, la farmacotecnica,
ancora oggi di vivissima attualità che, per quanto riguarda
i prodotti ottenuti dalle piante, ha come scopo principale
quello di studiare un derivato vegetale che possa contenere
l’intero totum della pianta e non le sole molecole
note, definite come principi attivi.

Proprietà del fitocomplesso

L’esperienza millenaria fatta dall’uomo nel campo della fitoterapia
ha dimostrato che, in base a un sostanziale valore costitutivo
e al di là di giuste considerazioni sulla migliore stabilità
e conservazione delle stesse, alcune forme medicamentose sono
più efficaci di altre. Tale plus valore è rappresentato dal
fitocomplesso, così detto perché vuole rappresentare appunto
il totum estratto dalle piante.

Per ottenere quindi prodotti vegetali di elevato livello quali–quantitativo
è opportuno operare nei modi e nelle forme che l’esperienza
ha codificato nelle farmacopee e nei testi di farmacotecnica,
sulla base delle più approfondite conoscenze sulla composizione
degli organismi vegetali e dei risultati conseguiti nell’applicazione
terapeutica.

Il derivato fitoterapico correttamente preparato non si pone
in contraddizione ad altri medicamenti naturali o non naturali;
né tanto meno va considerato come il risultato di un’operazione
meramente astratta. Esso è molto più semplicemente il frutto
di intuizione, di studio e di ricerca aggiornata, di attività
proiettata alla scoperta dell’optimum curativo.

Sono convinto che il totum vegetale, al fine di mantenere
o recuperare un buono stato di salute, può trasformarsi in
optimum solo attraverso una fase trasmutativi dolce,
con tecniche e metodologie idonee a salvaguardare l’integrità
della composizione originaria e la conservazione del rapporto
dinamico-funzionale esistente e attivo già nel comparto intracellulare.

1 Risposta finora »

  1. 1

    Dopo aver irritato gli erboristi dicendo che, anche se laureati, non devono poter preparare alcun tipo di prodotto nei loro laboratori e che lo sbocco professionale del laureato in tecniche erboristiche è commesso di farmacia addetto alla gestione di un eventuale reparto erboristico (vedere link http://www.feierboristi.org/direttivo/areadownload/feiassoerbe.pdf ), ora credo che Aboca irriterà pure i MEDICI che, da quell’affermazione del 2004, ancora aspettano i FARMACI VEGETALI, non certo i “dispositivi medici”!

    Si definisce dispositivo medico qualsiasi strumento, apparecchio, impianto, sostanza o altro prodotto, la cui azione principale voluta nel o sul corpo umano non sia conseguita con mezzi farmacologici nè immunologici nè mediante metabolismo. La funzione di un “dispositivo medico” è raggiunta mediante metodi fisici o chimico-fisici in quanto AZIONE MECCANICA, EFFETTO BARRIERA.

    Secondo me la recente “trovata” di convertire alcuni prodotti Aboca, FORMULATI CON PIANTE MEDICINALI, in “dispositivo medico” dal semplice “effetto barriera” (per aggiungervi uno pseudo foglietto illustrativo da “leggere attentamente”) tradisce il motto dell’azienda “L’evoluzione della fitoterapia” operandone invece un REGRESSO.


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